Tuesday, July 15, 2014

Humor Chic News - America 24 / Il Sole 24 Ore "Marge Simpson con l'occhio nero provoca l'America"



Il personaggio del cartone animato reinventato insieme ad altri dall'artista italiano aleXsandro Palombo per denunciare la violenza sulle donne

Lorenzo Pozzi

Li conosciamo già tutti. Ci hanno fatto compagnia per anni nei pomeriggi dopo la scuola e forse continuano a essere presenti nelle nostre vite: sono i personaggi dei nostri cartoni animati preferiti ma non come li conosciamo. Questa volta sono meno perfetti e meno esilaranti: Marge Simpson con un occhio nero, Lois Griffin con un rivolo di sangue dalla bocca, Wonder Woman con la mano di Superman che gli tappa la bocca, Cenerentola al suolo sanguinate.
È con queste immagini che l’artista “ANTI-POP" aleXsandro Palombo, italiano del Salento, tocca un tema molto delicato e importante come quello della violenza sulle donne. Lo stile è quello che lo caratterizza: provocante ed ironico. Il progetto “No Violence Against Women” (no alla violenza contro le donne) fu lanciato l’otto marzo scorso in occasione della festa delle donna ma continua a riscuotere grande attenzione a livello mondiale, arrivando anche sulla stampa americana.

"Ogni due giorni viene ammezzata una donna, basta questa come motivazione” per averlo portato a realizzare il progetto, racconta ad America24 Palombo, che lavora "per emozione, mi occupo di tematiche sociali perché lo considero un dovere civile a cui nessuno dovrebbe sottrarsi, è il miglior modo per contribuire al senso di comunità in una società permeata dall’individualismo e l’egocentrismo”.

È lo stesso artista a definirsi un’artista ANTI-POP, vuole che "i suoi lavori scardinino e mettano in discussione certi linguaggi della cultura popolare: quello che faccio mi ha caratterizzato e reso unico in tutti questi anni”, spiega.

Non è la prima volta che i personaggi della Disney vengono usati dall’artista: a inizio anno ha pubblicato il progetto intitolato “Do You Still Like Us?” (ti piacciamo ancora?) in cui Pocahontas, Biancaneve e Cenerentola venivano raffigurate in sedie a rotelle, con le stampelle o con gli arti mutilati. Palombo qualche anno fa è stato colpito da una forma rara di cancro che gli ha compromesso gravemente la salute paralizzando il braccio e la gamba sinistra del suo corpo. La sua disabilità gli ha trasformato la vita ma non ha spento la sua grande energia e forza artistica.

Le opere di Palomdo che hanno affrontato il temi della disabilità, della droga e dei diritti degli animali non sono esposte in nessuna galleria se non quella "più grande del mondo: Internet. Oggi sono i lavori esposti nelle galleria ad essere pericolosamente confinanti”, ci spiega. Per scelta non è rappresentato da nessun gallerista, nemmeno in America dove a differenza dell'Italia la sua arte è apprezzata. il suo lavoro non vuole essere parte di nessuna lobby e non è mai stato sostenuto da nessuna figura di potere: come in molti vuole essere un artista libero, fuori dei giochi.

L'artista crede fermamente nella forza del linguaggio visivo: “Non ha barriere né confini, è il mezzo più potente”. Si definisce fortunato per essere nato in Salento, che descrive “una terra unica, un luogo di frontiera ricco di contraddizioni che mi ha educato al mix culturale, all’accoglienza, all’apertura verso l’ignoto, mi ha dato tanto e sopratutto mi ha resto cittadino del mondo". Parlando dell'Italia la definisce come un Paese concreto dove tantissimi "cittadini ogni giorno si prodigano nel sociale. Ma serve di più: per arginare la piaga della violenza sulle donne ci vogliono leggi più dure e sopratutto che siano certe verso i delinquenti che commettono questo tipo di reati. Basta indulti e sconti di pena”.

A Palombo non piacciono i complimenti: “Se ne ricevo troppi significa che qualcosa nel mio lavoro è andato storto. Insulti e critiche sono fondamentali se si vuole nutrire con accuratezza la propria autoironia e vitalità”. Chi pensa che il lavoro dell’artista tenda a ripetersi (tutte le donne sono ritratte con un rivolo di sangue che esce dalla bocca e un occhio nero, rappresentazione della realtà in un modo statico, “bidimensionale”) lui risponde: “bidimensionale è il modo migliore per raccontare la staticità e la passività di questa società che ha perso la sua tridimensionalità, dov’è finita la profondità?”.

A questo proposito ci spiega che al giorno d'oggi la persone non sono più spaventate dalla durezza delle immagini: “Siamo bramosi di assistere alla crudezza della macabra verità”. Lui vuole essere diverso perché è consapevole che è l’immaginazione a volte a impaurirci di più: "è l’ignoto che spaventa".


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